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Campo scalare

Graficare un campo scalare

Un primo problema quando si parla di campo riguarda come darne una pratica rappresentazione su di un foglio. Esistono diversi metodi di rappresentazione, per i campi scalari il più comune riguarda le curve di livello.

Queste si ottengono fissando la variabile temporale, e imponendo che la funzione sia uguale ad una certa costante, ad esempio, considerando la temperatura della nostra camera, possiamo escludere la dipendenza da zz, e vedere come varia in xx, yy per un fissato tempo tt^*.

T(x,y,t)=costT(x,y,t^*) = \text{cost}

Per il teorema di Dini, se una delle derivate parziali di T è non nulla in un punto in cui rimane verificata questa uguaglianza, allora questa equazione è grafico di una curva nel piano (x,y)(x,y). Possiamo quindi pensare di disegnare tutte le curve con:

T(x,y,t)=ncT(x,y,t^*) = n \cdot c

Dove nNn \in \mathbb{N} e cc è una qualunque costante arbitraria. Questo metodo è molto diffuso nelle cartine altimetriche dove vengono rappresentate tutte le curve di livello delle varie altitudini del suolo, o nelle previsioni del tempo, dove vengono presentate le curve di livello della pressione atmosferica.

Gradiente di un campo scalare

Iniziamo a studiare un metodo per caratterizzare la rapidità con cui varia la grandezza di un campo nei vari punti dello spazio.

Per fare ciò immagino di spostarmi tra due punti P1P_1 e P2P_2, che distano tra loro di una quantità infinitesima dl.d\vec{l}.

dl=(dx,dy,dz)=dxi^+dyj^+dzk^d\vec{l} = (dx,dy,dz) = dx\hat{i} + dy\hat{j} + dz\hat{k}

Dove abbiamo usato la notazione (i^,j^,k^)(\hat{i},\hat{j},\hat{k}) come versori dello spazio euclideo tridimensionale.

Definizione (Gradiente)

Si definisce Gradiente di un campo UU la quantità:

gradU=(Ux,Uy,Uz)\vec{ \text{grad} }U = \left(\frac{\partial U}{\partial x}, \frac{\partial U}{\partial y}, \frac{\partial U}{\partial z}\right)

E si indica con il simbolo U\vec{\nabla}U.

Se ora facciamo il prodotto scalare tra il gradiente di UU e lo spostamento dld\vec{l} otteniamo la seguente relazione:

Udl=Uxdx+Uydy+Uzdz\vec{\nabla}U \cdot d\vec{l} = \frac{\partial U}{\partial x}dx + \frac{\partial U}{\partial y}dy + \frac{\partial U}{\partial z}dz

Che altri non è che il differenziale totale della funzione UU. Abbiamo quindi ottenuto l’importante equivalenza che:

Udl=dU\vec{\nabla}U \cdot d\vec{l} = dU

Da questa relazione ottengo facilmente un’espressione che mi dice la pendenza della curva lungo una direzione particolare:

dUdl=Ucosθ\frac{dU}{|d\vec{l}|} = |\vec{\nabla}U|\cos \theta

Da questa formula si ricavano alcune considerazioni importanti sulla natura geometrica del gradiente. Se scegliamo lo spostamento dld\vec{l} lungo una curva di livello sappiamo che la funzione non varia, quindi dU=0dU = 0. Ma quindi:

dUdl=0dUdl=Ucosθ=0\frac{dU}{|d\vec{l}|} = 0 \quad \Rightarrow \quad \frac{dU}{|d\vec{l}|} = |\vec{\nabla}U|\cos \theta = 0

Poiché genericamente il modulo del gradiente sarà diverso da zero, è nullo il coseno di θ\theta. Questo ci dice che il gradiente è sempre rivolto ortogonalmente allo spostamento dld\vec{l} (infatti θ\theta è l’angolo tra dld\vec{l} e U\vec{\nabla}U).

Da questa stessa formula risulta che il gradiente è un vettore che indica la massima pendenza del campo, infatti la derivata direzionale ha un massimo quando θ\theta è nullo, cioè ci spostiamo lungo la direzione del gradiente.

Last updated: 6/14/2025

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