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Fisica 2
Corso di Fisica 2 - Elettromagnetismo e Onde
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Fisica 2
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--- title: Campo scalare description: Studio dei campi scalari, rappresentazione grafica e gradiente sidebar: title: Campo Scalare order: 1 --- ## Graficare un campo scalare Un primo problema quando si parla di campo riguarda come darne una pratica rappresentazione su di un foglio. Esistono diversi metodi di rappresentazione, per i campi scalari il più comune riguarda le **curve di livello**. Queste si ottengono fissando la variabile temporale, e imponendo che la funzione sia uguale ad una certa costante, ad esempio, considerando la temperatura della nostra camera, possiamo escludere la dipendenza da $z$, e vedere come varia in $x$, $y$ per un fissato tempo $t^*$. $$T(x,y,t^*) = \text{cost}$$ Per il teorema di Dini, se una delle derivate parziali di T è non nulla in un punto in cui rimane verificata questa uguaglianza, allora questa equazione è grafico di una curva nel piano $(x,y)$. Possiamo quindi pensare di disegnare tutte le curve con: $$T(x,y,t^*) = n \cdot c$$ Dove $n \in \mathbb{N}$ e $c$ è una qualunque costante arbitraria. Questo metodo è molto diffuso nelle cartine altimetriche dove vengono rappresentate tutte le curve di livello delle varie altitudini del suolo, o nelle previsioni del tempo, dove vengono presentate le curve di livello della pressione atmosferica. ## Gradiente di un campo scalare Iniziamo a studiare un metodo per caratterizzare la rapidità con cui varia la grandezza di un campo nei vari punti dello spazio. Per fare ciò immagino di spostarmi tra due punti $P_1$ e $P_2$, che distano tra loro di una quantità infinitesima $d\vec{l}.$ $$d\vec{l} = (dx,dy,dz) = dx\hat{i} + dy\hat{j} + dz\hat{k}$$ Dove abbiamo usato la notazione $(\hat{i},\hat{j},\hat{k})$ come versori dello spazio euclideo tridimensionale. ### Definizione (Gradiente) Si definisce **Gradiente** di un campo $U$ la quantità: $$ \vec{ \text{grad} }U = \left(\frac{\partial U}{\partial x}, \frac{\partial U}{\partial y}, \frac{\partial U}{\partial z}\right) $$ E si indica con il simbolo $\vec{\nabla}U$. Se ora facciamo il prodotto scalare tra il gradiente di $U$ e lo spostamento $d\vec{l}$ otteniamo la seguente relazione: $$\vec{\nabla}U \cdot d\vec{l} = \frac{\partial U}{\partial x}dx + \frac{\partial U}{\partial y}dy + \frac{\partial U}{\partial z}dz$$ Che altri non è che il **differenziale totale** della funzione $U$. Abbiamo quindi ottenuto l'importante equivalenza che: $$\vec{\nabla}U \cdot d\vec{l} = dU $$ Da questa relazione ottengo facilmente un'espressione che mi dice la pendenza della curva lungo una direzione particolare: $$\frac{dU}{|d\vec{l}|} = |\vec{\nabla}U|\cos \theta$$ Da questa formula si ricavano alcune considerazioni importanti sulla natura geometrica del gradiente. Se scegliamo lo spostamento $d\vec{l}$ lungo una curva di livello sappiamo che la funzione non varia, quindi $dU = 0$. Ma quindi: $$\frac{dU}{|d\vec{l}|} = 0 \quad \Rightarrow \quad \frac{dU}{|d\vec{l}|} = |\vec{\nabla}U|\cos \theta = 0$$ Poiché genericamente il modulo del gradiente sarà diverso da zero, è nullo il coseno di $\theta$. Questo ci dice che il **gradiente è sempre rivolto ortogonalmente** allo spostamento $d\vec{l}$ (infatti $\theta$ è l'angolo tra $d\vec{l}$ e $\vec{\nabla}U$). Da questa stessa formula risulta che il gradiente è un vettore che indica la **massima pendenza del campo**, infatti la derivata direzionale ha un massimo quando $\theta$ è nullo, cioè ci spostiamo lungo la direzione del gradiente.
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